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🥾 Michel y su equipo identificaron especies del Bosque Seco Tropical

Trenta nomi per il sentiero della libertà

Quella domenica Michel Salas, Jiliam Pomare e Salomé Piza erano partiti di buon mattino dalla Casa del Paraíso con una guida botanica sotto il braccio e la voglia di dare un nome a ciò che la foresta secca del santuario offre in silenzio da anni. Il percorso seguiva «il sentiero della libertà», quella stradina che finisce proprio dove le voliere di Ara aspettano il momento di liberare le guacamayas — un finale che conferisce un peso tutto particolare a qualsiasi passeggiata da quelle parti. Lungo il tragitto si erano fermati una trentina di volte: per confrontare un ramo con la sua scheda nel libro, per pressare un campione tra fogli di carta, per fotografare i fiori prima che il sole di mezzogiorno li appassisse. C'era la *Caesalpinia pulcherrima* con i suoi stami lunghi come fili di fuoco giallo, la Moringa dai fiori bianchi accostata alla sua descrizione sulla guida, l'Uvito (*Cordia alba*) appena tagliato e ancora fresco, e l'Ébano (*Caesalpinia ebano*) con i suoi baccelli scuri che dondolavano tra il fogliame. Alla fine del sentiero, davanti alle voliere, i tre hanno sorriso per la foto. Dietro di loro, le colline verdi e i fiori dai mille colori che avevano bordato l'intero cammino. Tra le mani, trenta nomi nuovi — o meglio, trenta nomi antichi che la foresta aveva già, e che loro si erano presi cura di trascrivere.
Foto dal campoFoto dal campoFoto dal campoFoto dal campoFoto dal campo
🐾 Fauna
guacamayas
🌿 Flora
Caesalpinia pulcherrimaMoringaUvitoÉbano
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