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Il rapace che ha risvegliato il punto di liberazione

Questo pomeriggio, nel punto di liberazione delle aras, il silenzio è stato spezzato da qualcosa di inatteso. Le guacamayas che volteggiavano nel settore hanno cominciato a vocalizzare con urgenza — quel grido stridulo che non lascia spazio a dubbi: qualcosa le aveva messe in allerta. Alberto ha alzato lo sguardo e l'ha trovata — una sagoma scura, ampia, che fendeva il cielo a grandi battiti d'ala. Un rapace, aquila o falco, che sorvolava il luogo come se quel territorio gli appartenesse da sempre. Bastò che l'uccello attraversasse l'aria perché le aras si disperdessero di colpo. Tutte. In un istante passarono dall'agitarsi stridendo in volo al dissolversi all'orizzonte, cacciate via da quell'istinto che nessuna cattività riesce a cancellare del tutto. Alberto riuscì a girare due video dell'evento prima che anche il rapace scomparisse tra gli alberi. La specie esatta è ancora da confermare — i video saranno determinanti per identificarla — ma ciò che è rimasto evidente è che il punto di liberazione è uno spazio vivo, dove le aras non imparano soltanto a volare libere, ma anche a leggere il cielo con gli occhi bene aperti.
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